Il diploma di Laurea con abilitazione alla professione e l’iscrizione all’albo permette all’ostetrica di lavorare come dipendente pubblico o privato oppure in libera professione.
L’ostetrica che decide di lavorare in libera professione esercita in piena autonomia e responsabilità, in associazione o individualmente, a domicilio della donna o presso spazi dedicati, mettendo in campo le sue competenze nel rispetto del profilo professionale e codice deontologico.

Di seguito sono riportarti tutti i principali adempimenti per avviare l’attività ostetrica in libera professione:

Iscrizione all’Albo della professione ostetrica e comunicazione inizio/cessazione attività libero professionale

L’iscrizione all’Albo è obbligatoria a tutte le professioniste che operano sia in regime di dipendente pubblico e privato sia in ambito libero professionale.
L’ordine le chiede di comunicarci:

  • l’inizio dell’attività libero professionale o la cessazione attività da libera professionista.
  • il consenso ad inserire il nominativo e dati, da Lei indicati, nell’elenco libere professioniste pubblicato nel sito dell’Ordine interprovinciale della Professione Ostetrica di Pisa, Massa Carrara, Livorno specificando i suoi contatti di lavoro, i servizi offerti e le zone di operatività.

Apertura della partita iva

Per avviare l’attività di libera professionista è necessario presentare all’Agenzia delle Entrate la “dichiarazione di inizio, variazione dati o cessazione dell’ attività” dove è necessario indicare:

  • dati anagrafici
  • codice attività (tabella ATECO 2007) che per le ostetriche è: 86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti n.c.a. (non classificate altrove)
  • sedi dell’attività

Iscrizione all’ INPS

Dopo 30 giorni dall’apertura della P.Iva si deve procedere all’Iscrizione alla gestione INPS commercianti (Legge speciale n.249 del 7 agosto 1990, avendo escluso le ostetriche dalla Legge n.335 dell’8 agosto 1995 sull’assegnazione alla gestione separata).

N.B: E’ importante sapere che, nonostante l’iscrizione nella gestione artigiani e commercianti, NON è richiesta l’iscrizione alla Camera di Commercio.

Posta elettronica certificata (pec)

Ricordiamo che dall’Aprile del 2009 (Decreto Legge n.185/2008, convertito con modificazioni nella Legge n.2/2009) è obbligatorio per tutti gli iscritti agli Ordini Professionali e professionisti che operano in regime di libera professione di possedere un indirizzo di PEC.
E’ possibile disporre gratuitamente dell’indirizzo PEC creato per voi dall’ ordine in seguito alla iscrizione all’albo.

Assicurazione professionale

Essendo la professione ostetrica esposta a rischio di contenzioso sia civile che penale, si raccomanda all’ostetrica libera professionista di contattare una compagnia assicurativa che si occupi di curare gli aspetti civili e legali della propria attività. Il massimale scelto può inizialmente basarsi sul tipo di servizi offerti.
La FNOPO (circolare 40/2021) ha stipulato una convenzione con Berkshire Hathaway Insurance, rappresentanza generale per l’Italia, con particolari vantaggi per le ostetriche che lavorano in libera professione e dipendenti.
Per informazioni accedete direttamente al portale messo a disposizione dalla FNOPO https://www.fnopo.aon.it/

 

Altre informazioni utili:

IVA

Le prestazioni sanitarie rese dalle ostetriche sono esenti IVA ai sensi dell’articolo 10 n. 18 del D.P.R. 633/1972 e successive modificazioni.
Tutte le altre prestazioni effettuate, diverse da quelle sanitarie, sono soggette a IVA nella misura di legge (docenze, tutoraggi, corsi, …).

Regime fiscale

E’ importante sapere che non è possibile svolgere l’attività con il metodo delle “prestazioni occasionali”, vietate per tutti i professionisti appartenenti ad un albo professionale (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 41/E/2020).
Pertanto si rende necessaria l’apertura della P. Iva in regime ordinario o agevolato. In base al possesso di determinati requisiti si può rientrare in un regime fiscale agevolato che comporta una tassazione più bassa rispetto a quello ordinario.

Ricevutario sanitario per emissione fatture

L’ostetrica ha l’obbligo di emettere fattura rispetto alla prestazione svolta. La fatturazione va eseguita con numerazione progressiva, specificando, nel rispetto della privacy dell’assistito, il tipo di prestazione svolta. Le prestazioni ostetriche richiedono l’apposizione sulla fattura della marca da bollo di 2,00 euro nel caso in cui il pagamento sia superiore a 77,67 euro.
Il decreto fiscale 2020 (D.L. n. 124/2019) collegato alla legge di Bilancio 2020 estendendo al 2020, stabilisce il divieto di utilizzo della fatturazione elettronica per le prestazioni sanitarie rese nei confronti di persone fisiche. La disposizione non ha subito modifiche in sede di esame del testo in Commissione Finanze della Camera.
Al contrario, restano soggette all’obbligo di fatturazione elettronica le altre operazioni effettuate in ambito professionale diverse da quelle sanitarie, come ad esempio quelle di consulenza oppure relative alla cessione di beni strumentali.

Sistema Tessera Sanitaria

Vige l’obbligo di trasmissione fatture tramite il sistema tessera sanitaria il DM 1.9.16 con il quale si impone l’obbligo del comparto sanita’ (oltre ai medici gia’ interessati dallo scorso anno) di comunicare i dati relativi alle prestazioni effettuate in via telematica, al fine di consentirne all’amministrazione la redazione del mod. 730 precompilato dei loro clienti.
Per iscriversi è necessario registrarsi al sito Sistema Tessere Sanitarie:
https://sistemats5.sanita.finanze.it/P730CensimentoRegistrazioneWeb/pages/includes/menu.jsf

Pubblicità sanitaria

Il decreto Bersani (2006) ha consentito la pubblicizzazione dei propri servizi, pertanto l’ostetrica può servirsi del web e dei social per promuovere la propria attività, purché effettuata con trasparenza e veridicità nella comunicazione affinché sia garantita la libertà di scelta dell’utente.
La FNOPO ha provveduto ad elaborare un Vademecum operativo sull’informazione sanitaria che troverete sul sito, nella sezione circolari (circolare 58/2020).

Studio ostetrico/ambulatorio

Lo studio ostetrico è l’ambiente in cui svolge la propria attività il professionista abilitato, ed è caratterizzato dalla prevalenza del suo apporto professionale ed intellettuale rispetto alla disponibilità di beni, strumenti e accessori. Questa definizione non è prevista da una specifica norma di legge, ma è una elaborazione della dottrina e della giurisprudenza.

Il concetto di ambulatorio è assimilabile quello di “struttura sanitaria”, intesa come organizzazione complessa nella quale i fattori produttivi sono organizzati sul modello dell’impresa.
In linea di principio lo studio ostetrico non dovrebbe aver bisogno di una specifica autorizzazione, proprio perché l’elemento principale ed esclusivo del suo funzionamento è il/la professionista, il quale è in possesso dell’abilitazione a svolgere la professione di ostetrica.
Viceversa, l’ambulatorio o la struttura sanitaria hanno bisogno, per poter funzionare, di una apposita autorizzazione, in quanto si tratta di un’organizzazione complessa di lavoro, beni e servizi.
A seguito della riforma sanitaria del 1999, è stata prevista la necessità dell’autorizzazione per gli studi professionisti sanitari ove si eseguono prestazioni di particolare complessità o che comportano un rischio per la sicurezza del paziente.
La definizione dei requisiti e degli standard per distinguere gli studi soggetti ad autorizzazione e quelli non soggetti è stata attribuita alla competenza delle Regioni.

 

Si fa presente che la materia fiscale è in continuo aggiornamento e pertanto si consiglia quindi all’ostetrica libera professionista, almeno inizialmente, di contattare un commercialista che curi gli aspetti economici dell’attività lavorativa e si occupi della trasmissione delle fatture al Sistema Tessera Sanitaria.

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